Dentro la selezione: Francesca Cravero “Attenti a come ci si presenta al colloquio di lavoro”

Quali sono gli errori più comuni che i candidati commettono durante un colloquio di lavoro?

Eccoli: arrivare in ritardo senza avvisare o in largo anticipo, o accompagnati da un familiare, amico…etc.; presentarsi trasandati (tenere il cappello o addirittura gli occhiali da sole); non guardare negli occhi; avere un atteggiamento sbrigativo (rispondere a monosillabi o dire che c’è già tutto scritto sul curriculum), o troppo prolisso; non rispondere alle domande, ma girarci intorno; polemizzare sulle aziende dove si è lavorato in precedenza o dove si è sostenuto un colloquio.

 Quanto conta davvero la prima impressione in un colloquio e come si può lasciare un impatto positivo?

La prima impressione conta, ma non è tutto; mi è capitato spesso di non avere un impatto iniziale positivo, ma quando capita cerco di porre domande più precise e mirate per far emergere la professionalità e le competenze del candidato e spesso mi ricredo. Si può lasciare un impatto positivo, ripeto, presentandosi a colloquio puntuali, curati, sorridenti, con una stretta di mano decisa e assumendo una postura aperta.

Si stanno, realmente, evolvendo i colloqui con l’introduzione dell’intelligenza artificiale e delle videointerviste?

Dopo il covid le videointerviste hanno velocizzato e semplificato i processi di selezione, ma sono della vecchia scuola, ritengo che un colloquio in presenza sia preferibile e consenta di avere una visione più completa e precisa del candidato.

Cosa cercano oggi le aziende oltre alle competenze tecniche nei candidati?

Sicuramente le soft skills sono importanti: flessibilità, proattività, umiltà, voglia di mettersi in gioco e di crescere.