Dentro la gestione: Alice Scribani “E’ necessaria una cultura dell’errore”
Perché il problem solving è considerato una competenza chiave nel mondo del lavoro di oggi?
Perché il mondo del lavoro presenta un grado di complessità elevato e in continuo cambiamento, per cui il problem solving è una delle competenze trasversali importanti ma non l’unica.
Quali sono gli errori più comuni che si commettono quando si affronta un problema aziendale complesso?
Possono essere molteplici, sicuramente, in primis, non dobbiamo pensare di poter risolvere un problema complesso da soli. La risoluzione necessiterà di un lavoro di squadra, un “team cross funzionale”, ovvero un gruppo di lavoro composto da risorse con competenze e brackground differenti; non membri del nostro stesso ufficio/dipartimento, ma provenienti da diversi comparti a seconda della tipologia di problema che dobbiamo affrontare. Importante non sottovalutare anche il coinvolgimento delle risorse più “junior”, perché seppur ancora acerbe dal punto di vista professionale, presentano meno sovrastrutture condizionanti, pertanto, possono dare un contributo importante nella ricerca di soluzioni innovative e creative.
Attenzione alla modalità di azione, non agire d’impulso condizionati dalla frenesia di risolvere velocemente il problema, ma definire tutti insieme una strategia, un piano, in modo da avere la stessa mappa da seguire.
Infine, bisogna arginare i bias di conferma, cioè evitiamo di ricercare e interpretare le informazioni che confermano le nostre convinzioni preesistenti, senza considerare quelle contrarie. Errore molto comune e spesso inconsapevole.
Come si può favorire una cultura aziendale orientata alla risoluzione creativa dei problemi?
Serve una cultura aziendale che favorisca la costituzione di team diversificati, una comunicazione aperta, partecipata e formazione continua.
Infine, è necessaria anche una cultura dell’errore. Quando lavoriamo, soprattutto nell’ambito di problematiche complesse, non possiamo pensare di non commettere degli errori; non serve demonizzarli, ma sviluppare un approccio costruttivo e propositivo capace di trasformare gli errori in occasione di apprendimento e crescita per tutti.
Il problem solving è una dote naturale o si può sviluppare con la formazione?
Certamente alcune persone possono avere una predisposizione naturale, poiché caratterizzate dal punto di vista cognitivo da un pensiero sintetico operativo predominante rispetto ad un pensiero analitico sistematico.
Ma chiunque può sviluppare tale competenza, serve formazione necessaria per l’acquisizione di metodologie che consentano di inquadrare, analizzare e risolvere situazioni complesse; allenamento allo sviluppo di un pensiero critico ed innovativo; ed infine esperienza che aiuta sicuramente a gestire la complessità e lo stress che queste situazioni comportano.



