Dentro la selezione: Debora Crudo “Un hobby ‘particolare’, può far emergere creatività”
Qual è l’errore più frequente che riscontrate nei curricula che ricevete?”
La mancanza di chiarezza e focalizzazione. Molti candidati inseriscono informazioni in modo disordinato, troppo generico o eccessivamente prolisso. O anche errori formali, come date mancanti, layout confuso o refusi.
Ricevete tanti CV: cosa cattura davvero l’attenzione in una candidatura?
la combinazione di chiarezza, coerenza e impatto. Un layout ordinato, con sezioni chiare e informazioni essenziali, permette al recruiter di capire in pochi secondi se il profilo è in linea.
·Le capita mai di leggere tra le righe di un CV? Cosa osserva otre le esperienze elencate?
Sì, mi capita spesso. Non mi fermo solo all’elenco delle esperienze, ma cerco di capire la storia professionale della persona: come si è mossa, quali scelte ha fatto e cosa queste scelte raccontano di lei.
Osservo la coerenza del percorso, la capacità di presentarsi in modo chiaro e ordinato, e anche come il candidato valorizza i propri risultati. A volte piccoli dettagli — come la cura nella formattazione, la precisione delle date o il modo in cui sono descritte le competenze — dicono molto sul livello di attenzione e sulla maturità professionale.
Fra una laurea e un hobby strano che cosa vi colpisce di più? Siate sinceri!
Se devo essere sincero, dipende. Una laurea è sicuramente un elemento importante, soprattutto per ruoli tecnici o specialistici, ma non è l’unica cosa che guardiamo. A volte un dettaglio più personale — anche un hobby un po’ particolare — cattura l’attenzione perché racconta qualcosa della persona che il CV da solo non dice.
Un hobby ‘strano’, se spiegato bene, può far emergere creatività, curiosità, disciplina, capacità di uscire dagli schemi. E questo, in alcuni contesti, colpisce più di un titolo di studio messo lì senza essere valorizzato.



