Dentro la selezione: come farsi scegliere al colloquio. Intervista a Davide Aloisi, HR Consultant

Quali sono gli errori più comuni che i candidati commettono durante un colloquio di lavoro

Gli errori più comuni sono diversi e spesso sottovalutati: arrivare senza una preparazione adeguata sull’azienda, i suoi valori o i dettagli del ruolo, rispondere in maniera troppo generica, oppure concentrarsi esclusivamente sulle competenze tecniche dimenticando di valorizzare le proprie soft skills come capacità comunicative, problem solving o spirito di collaborazione. Infine, capita di dimostrare poca energia o svogliatezza, come se le risposte dovessero essere “tirate fuori a forza”: un atteggiamento che rischia di trasmettere mancanza di motivazione e di ridurre l’impatto positivo dell’intervista. 

Quanto conta davvero la prima impressione in un colloquio e come si può lasciare un impatto positivo?


La prima impressione conta molto, perché nei primi istanti si forma gran parte della percezione che l’intervistatore avrà di noi. È importante presentarsi in modo curato, essere puntuali, mostrare disponibilità e professionalità. È normale sentirsi ansiosi, ma quell’ansia può essere trasformata: è un segnale che il corpo si sta preparando a dare il meglio. Imparare a gestirla permette di trasmettere autenticità, sicurezza e attenzione all’interlocutore.

Si stanno, realmente, evolvendo i colloqui con l’introduzione dell’intelligenza artificiale e delle videointerviste?


I colloqui, secondo me, non si evolvono con l’intelligenza artificiale: ciò che cambia è l’efficienza dei processi di selezione. L’AI aiuta il recruiter soprattutto nelle mansioni manuali e ripetitive che possono essere automatizzate. Questo permette agli HR di dedicare più tempo e attenzione alle fasi davvero importanti, cioè quelle che richiedono il contatto umano, l’ascolto e la valutazione delle soft skills. In altre parole, l’AI è un supporto utile, ma il valore di un colloquio resta legato alla relazione diretta e alla capacità di instaurare un dialogo autentico.

Cosa cercano oggi le aziende oltre alle competenze tecniche nei candidati?


Le aziende si stanno aprendo rispetto ai cambiamenti del mondo del lavoro. Non cercano più una fedeltà incondizionata, ma danno priorità alla creazione di un ambiente sano, rispettoso e inclusivo, dove ci sia apertura al nuovo e al cambiamento. In questo contesto, oltre alle competenze tecniche, vengono valorizzate qualità come la collaborazione, la capacità di adattarsi e la volontà di contribuire positivamente alla cultura aziendale. Sono sempre più apprezzate qualità come la curiosità, l’apertura al nuovo e la capacità di contribuire in maniera positiva alla cultura aziendale. In altre parole, le imprese non cercano soltanto professionisti competenti, ma anche persone in grado di portare valore umano e culturale, contribuendo a costruire un contesto di lavoro dinamico e stimolante.