Dentro la selezione: Francesca Bellomo, HR Specialist, fa chiarezza su come deve essere un Curriculum Vitae.
Qual è l’errore più frequente che riscontrate nei curricula che ricevete?
Ho notato che spesso nei CV non sono riportate le esperienze più rilevanti al fine della posizione per la quale ci si sta candidando oppure il curriculum non è aggiornato con l’ultimo lavoro svolto, non permettendoci così di avere un quadro chiaro circa il percorso professionale della risorsa. Talvolta, invece, si tende a dilungarsi troppo, aggiungendo particolari poco pertinenti ed esperienze non attinenti al ruolo desiderato. Il consiglio che posso dare è quello di creare un CV personalizzato per la posizione per la quale ci si vuole candidare, in modo da dare rilevanza in particolare a quelle competenze che potrebbero fare la differenza nello svolgere al meglio la mansione desiderata.
Ricevete tanti CV: cosa cattura davvero l’attenzione in una candidatura?
Sicuramente avere davanti un CV ben strutturato in cui sono evidenziate le esperienze professionali più rilevanti, dalla più recente alla più datata, con un format accattivante, cattura molto l’attenzione di noi recruiter. Inoltre, mettere in risalto sia le soft skills che le hard skills ci permette di capire quali competenze, sia tecniche che trasversali, far emergere durante il colloquio.
Le capita mai di leggere tra le righe di un CV? Cosa osserva otre le esperienze elencate?
Innanzitutto, osservo che non ci siano errori ortografici, la cui assenza mostra la giusta attenzione del candidato nell’elaborare il CV; che le esperienze professionali siano inserite correttamente in ordine cronologico inverso, così come i percorsi formativi. Inoltre, è fondamentale che ci sia chiarezza e coerenza nelle informazioni riportate e che l’impostazione del CV sia di impatto.
Fra una laurea e un hobby strano che cosa vi colpisce di più?
Sicuramente un hobby attira di più l’attenzione in quanto aiuta a comprendere quelle che potrebbero essere le soft skills del candidato. Mi focalizzo, però, anche sul percorso formativo. Questo, infatti, mi permette di valutare le competenze tecniche acquisite nel corso degli studi per poi capire se e quanto siano state messe in pratica nelle esperienze professionali.



