Dentro la selezione: Valentina Giobbe “Siate voi stessi nel colloquio di lavoro”

Quali sono gli errori più comuni che i candidati commettono durante un colloquio di lavoro?

Uno degli errori più comuni? Cercare di ‘recitare una parte’ piuttosto che essere se stessi. A volte i candidati pensano di dover dare solo risposte perfette, ma quello che cerchiamo davvero è autenticità. Un altro errore è non essersi informati sull’azienda: bastano anche 10 minuti sul sito o sui social per dimostrare interesse reale. E poi, lo so che i colloqui mettono ansia, ma dimenticare di ascoltare attivamente o interrompere spesso può dare l’idea di poca empatia o fretta. Ma niente paura: sbagliare è umano, e noi HR lo sappiamo bene!

Quanto conta davvero la prima impressione in un colloquio e come si può lasciare un impatto positivo?

La prima impressione conta, sì, ma non è un giudizio definitivo. È come un biglietto da visita emotivo: ci dà un’idea iniziale di chi abbiamo davanti, ma non chiude certo le porte! Per lasciare un impatto positivo bastano pochi ingredienti semplici: un sorriso sincero, una stretta di mano, uno sguardo presente e un atteggiamento aperto. La cura dei dettagli, come essere puntuali e avere un tono di voce chiaro, fa la differenza. Ma la vera chiave è mostrarsi davvero interessati all’opportunità e non aver paura di essere sé stessi.

Si stanno, realmente, evolvendo i colloqui con l’introduzione dell’intelligenza artificiale e delle videointerviste?

Assolutamente sì, i colloqui si stanno evolvendo e anche in modo rapido! L’intelligenza artificiale ci aiuta a rendere i processi più veloci, più equi e a volte più oggettivi. Le videointerviste, ad esempio, permettono di raggiungere candidati ovunque, senza barriere geografiche. Ma attenzione: la componente umana non scompare, anzi! L’AI può aiutare a scremare, ma il cuore del colloquio resta sempre l’incontro tra persone. E anche online, l’empatia si percepisce. Cambia il mezzo, non il messaggio.

Cosa cercano oggi le aziende oltre alle competenze tecniche nei candidati?

Le competenze tecniche sono fondamentali, ma da sole non bastano più. Oggi le aziende cercano persone con soft skills solide, come la capacità di collaborare, la flessibilità, l’intelligenza emotiva. Valorizziamo tantissimo la capacità di imparare in fretta, l’apertura al cambiamento e la comunicazione chiara. E, soprattutto, cerchiamo persone che sappiano portare valore non solo con le competenze, ma anche con la loro unicità e il loro modo di stare in squadra. Le aziende oggi vogliono team autentici, inclusivi e umani.